Un corpicino delicato

La Sindrome da bambino scosso

Quante volte lo abbiamo fatto? Prendiamo il nostro piccolo e pensando di coccolarlo lo alziamo in alto magari in modo energico per giocare. Cerchiamo di capire bene quando questo semplice gesto può essere pericoloso.

La “Società Italiana di Neonatologia (SIN)”, impegnata in una campagna di sensibilizzazione al problema, ne indica cause, conseguenze e prevenzione.


La Shaken Baby Syndrome, ovvero “sindrome del bambino scosso”, indica quelle forme di abuso legate a violento scuotimento del bambino con conseguente trauma sull’encefalo e successive sequele neurologiche.

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Oggi si preferisce adottare anche la più moderna definizione di Abusive Head Trauma (AHT), suggerita dall’”American Academy of Pediatrics” nel 2009.

Si tratta in genere di bambini tra i 4 e i 6 mesi, non solo perché essi necessitano di cure costanti che possono esasperare genitori fragili, ma anche perché il loro capo è pesante rispetto al corpo e i muscoli del collo ancora non sono in grado di sostenerlo adeguatamente.


A tal proposito bisogna ricordare che piangere è l’unico strumento che il neonato ha per comunicare: può avere fame, sonno, caldo, freddo, il bisogno di essere cambiato o semplicemente di coccole e di un contatto fisico per essere rassicurato. Qualunque sia il motivo, non bisogna mai scuoterlo per calmarlo.

“Una corretta e completa informazione ai genitori e alle famiglie è quindi importante affinché un gesto, a volte inconsapevole o addirittura benevolo, non si trasformi in un grave danno per il neonato.”

La Società Italiana di Neonatologia si è fatta portavoce di una campagna di sensibilizzazione al problema, in collaborazione con “Terre des Hommes”, che prevede anche la distribuzione di materiale informativo presso tutte le Neonatologie italiane.

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Fonte: http://www.nprcomunicazione.it/neonatologi-e-shaken-baby-la-sindrome-del-bambino-scosso/

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