Donna per mano

La Danza della Madre

La danza orientale è conosciuta anche come danza del ventre. Questo termine deriva dal fatto che è un tipo di danza caratterizzata dal movimento del bacino e dalla rotazione dei fianchi.

 

Un po’ di storia

Qual è il legame con la maternità?

Ce lo dicono una serie di statuette, alcune anche piuttosto famose, in genere in terracotta, comunemente conosciute come “Veneri”, hanno il seno, piuttosto pieno e il ventre grande, sono state interpretate come “Signore della Nascita”. Al parto veniva data una valenza fortemente sacra al punto che che era circondato da numerosi riti il cui scopo era facilitarlo, alleviarne il dolore e allontanarne i pericoli. Sembra che in antico vi fossero addirittura vi fossero dei veri e propri misteri (dei rituali religiosi tenuti segreti) legati al parto, nei quali la danza ricopriva un ruolo particolarmente importante e riprendendo simboli come il ventre, il sangue, il serpente, il cerchio che ci ricordano il divenire e fluire della vita e mettono l’accento sulla ciclicità e sulla sacralità del grembo femminile. Lo scopo di queste danze, anticamente conosciute come “danza del grembo” o “danza dell’utero” non era l’intrattenimento di chi le osservava; anzi, anche se al momento non esistono fonti certe in merito, sembra proprio che venissero praticate per il benessere della mamma che stava per dare alla luce il suo bambino o bambina, ed è questo, forse, il motivo per cui alcune donne arabe la chiamano la “danza della Dea Madre”.

In antichità danze di questo tipo erano praticate in tutto il mondo e, in alcuni casi lo sono ancora: 

✳️alle Hawaii è la danza hula; 

✳️presso i Maori e le popolazioni polinesiane e neozelandesi è la danza ohelo (danza della nascita fatta da sdraiati); 

✳️in Sudan la danza della Vergine Dinka usa i muscoli dello stomaco;

✳️presso i pigmei dell’Uganda danzando si muovono le pelvi ricordando la nascita ma anche la sessualità; 

✳️in Cambogia esiste una danza fatta di ondulazioni molto simile alla danza del ventre; 

✳️in Andalusia si balla la zambra mora, anche conosciuta come danza serpente, un ibrido di flamenco e danza del ventre. 

In Arabia Saudita durante un parto le donne che assistono si mettono in cerchio e con i movimenti del bacino accompagnano la partoriente imitando, con la voce i lamenti della mamma. 

 

Dalle esperienze di Maria Strova i movimenti ondulatori della danza del ventre sono più semplici durante la gravidanza: le articolazioni si ammorbidiscono e il corpo tende a vivere un’esperienza più intima con sé stesso; per questo motivo secondo la danzatrice la gravidanza è un momento privilegiato per sentire il corpo.

 

❓Quando praticare la danza del ventre in gravidanza? 

In gravidanza la danza del ventre può essere praticata già dal primo mese di gestazione. È necessario, però, che questa sia fisiologica, non devono esserci controindicazioni. Una volta appurato questo si può iniziare anche da subito, pur tenendo presenti alcuni piccoli accorgimenti: molto importante per la salute della mamma e del bambino e il proseguire della gravidanza è che i movimenti vengano fatti in maniera molto dolce e morbida: è preferibile che non siamo praticati movimenti scattosi o saltellanti, meglio non accentuare o vibrare fortemente.

 

❓Perchè può essere utile praticare la danza del ventre in gravidanza? Quali sono i benefici?

La danza aiuta a trovare a trovare un equilibrio, oltre a fornire un momento di relax e ricerca della propria consapevolezza corporea in cui la mamma si dedica esclusivamente al suo corpo in una della vita in cui ce n’è estremamente bisogno. Non solo: grazie ai movimenti i muscoli addominali si allungano e tonificano e le ancate (leggere) aiutano le donne a ricordare come muovere il bacino in modo libero e naturale. I movimenti fluidi e circolari di cui ho parlato sopra fortificano i tendini del pavimento pelvico e possono attenuare, così, i dolori del pre parto e quelli della colonna vertebrale favorendo una buona postura. 

 

  • Dall’articolo di Giulia Mion, ideatrice del sistema, praticare danza del ventre in gravidanza mette enfasi sul tono muscolare; questo, per prima cosa, facilita il parto naturale ed è utile anche dopo il post parto a ritrovare più rapidamente il tono muscolare dell’addome e del pavimento pelvico. Oltre a questo, andando a vedere più nel dettaglio, “[…] i colpi di anca insegnano alle donne a muovere il bacino in modo libero e naturale”.

 

Il respiro lento e le note basse, la fluidità e la dolcezza che sono tipiche della danza del ventre possono migliorare la circolazione sanguigna e portare ad un maggiore stato di rilassamento. 

 

Il fatto di realizzare questi movimenti in maniera lenta e sinuosa apporta dei benefici anche al bambino o alla bambina che gode di un’atmosfera più rilassata nel grembo materno in sintonia con la mamma sentendosi quasi massaggiato dai suoi muscoli e “[…] potrà nuotare e crescere in uno spazio a sua volta rilassato e “respirare” insieme alla madre con continuità e circolarità. ”. 

In alcuni casi può essere utile per favorire la naturalità del parto (quindi avere un parto medicalizzato il meno possibile): può aiutare a controllare la sensazione di dolore durante il travaglio facilitando anche le posizioni che la mamma può assumere.

 “Esiste, inoltre, quella che gli esperti chiamano “memoria muscolare”, grazie alla quale i muscoli allenati a muoversi in un determinato modo saranno in grado di ripeterli automaticamente durante il travaglio ed il parto”. 

 

Dal punto di vista emotivo è innanzitutto un momento che la mamma può ritagliarsi dal routine quotidiana dedicandosi soltanto a sé stessa come persona e come mamma, aiutandosi anche ad interagire con il bambino o bambina; favorisce una migliore accettazione di sé e in alcuni casi anche l’empowerment della mamma che potrebbe sviluppare una maggiore fiducia nel fatto che lei sa naturalmente come partorire e non perchè le è stato insegnato, ma perchè il suo corpo sa; la combinazione dei movimenti e della musica utilizzata migliora il buon umore e può essere utile anche per il riequilibrio emotivo. 

Infine il bambino viene coccolato in maniera delicata, dolce e rilassata, in base ai principi della comunicazione prenatale questo può stimolare un maggiore contatto tra mamma e bambino o bambina con una serie di possibili benefici dal punto di vista dello sviluppo cognitivo e del benessere della persona che si trova nel grembo materno. Infatti penso che il sistema di danza del ventre in gravidanza attuato in questo modo possa essere inserito tra le pratiche della comunicazione prenatale che ha conseguenze anche sulla progressione del travaglio e sullo stabilirsi del bonding madre-figlio/a.

 

❓Come sarebbe meglio praticare la danza del ventre in gravidanza? 

Nella danza del ventre, specie se praticata in gravidanza, c’è molta lentezza. Anche il respiro è lento e rilassato. Il respiro è molto importante, perchè va a trattare molte problematiche che sono legate all’apparato riproduttore [quello che il Sistema DDD in generale fa (anche indipendentemente dalla gravidanza) è proprio andare a ripristinare la naturalità del corpo femminile attraverso il respiro e il movimento]. 

La respirazione, inoltre, mette in comunicazione i due cuori presenti in quel corpo. Anche il movimento dovrebbe essere lento, fluido e rilassato. È molto importante che questo non sia brusco e scattoso: non dovrebbero esserci saltelli, ancate date con colpi veloci. Questo perchè è meglio evitare alla diade degli sforzi eccessivi che potrebbero risultare eccessivamente faticosi o pericolosi per entrambi. 

 

E per il post parto?

La danza del ventre può essere estremamente utile anche nell’esogestazione. 

Come dovrebbe avvenire per tutte le pratiche fisiche è altamente consigliabile attendere che finiscano i 40 giorni del puerperio, se si è in fisiologia; se non si è in fisiologia, ma ci sono per esempio delle importanti lesioni al perineo e agli addominali è necessario attenersi alle prescrizioni mediche. Ecco perchè è molto importante, in ogni caso caso sottoporsi ad una valutazione del pavimento pelvico dopo la gravidanza prima di iniziare qualsiasi altra attività. Vedo mamme desiderare di tornare presto in palestra a fare pesi o andare a correre per molte ore subito dopo il parto. Un’attività fisica di questo tipo non solo non è necessaria ed è inutile ma può anche essere dannosa, specie se non ci si è sottoposte ad una corretta valutazione perineale o se non ci si è ancora ristabilite del tutto. I danni possono essere delle contratture muscolari o l’assunzione di una postura scorretta della schiena che a lungo andare può creare problemi e dolori; oppure dolori articolari. È corretto voler “pensare alla linea” ma è necessario farlo con le tempistiche adeguate dell’esogestazione, quindi con lentezza e rispetto del proprio, con gradualità e dolcezza, in unione (come sempre) ad una dieta sana e variegata. I benefici sono più o meno gli stessi del praticare la danza del ventre in gravidanza: elasticità del tono muscolare, in particolare dell’addome e del pavimento pelvico, un supporto nell’accettazione dei cambiamenti del proprio corpo; lo sviluppo del buon umore; la possibilità per la neomamma di ritagliarsi uno spazio proprio lontano dal tran tran quotidiano, con o senza il bambino o bambina, in uno spazio protetto di cura e amore per entrambi con la possibilità anche di sviluppare ulteriormente il bonding. La danza del ventre per esogestazione può essere praticata dalla fine del puerperio (40 giorni dopo il parto) fino a circa 9-12 mesi dopo.

 

Fonti:

  • Maria Strova, Il linguaggio segreto della Danza del Ventre, Macro Edizioni, Cesena, 2005; 
  • Irina Naceo, Delle antiche danza femminili. 
  • Del loro significato magico e rituale e delle loro sopravvivenze nei tempi, ed. della Terra di Mezzo, Milano, 2003.
  • M. Gimbutas Il Linguaggio della Dea, ed. Kelkoo, 2008; 
  • D. Poth, La sapienza della Dea. Miti, meditazioni, simboli e siti sacri, ed. Psiche 2, Torino, 1998 e le relative bibliografie.

 

A cura di Giulia Goggi – Custode della Nascita ®️, Operatrice DanzaDea©️

Samantha Mazzilli

Mamma della provincia di Varese.
Dal 2016 Peer Counselor (Custodi del Femminino ®️) in Allattamento Materno.
Custode della Nascita ®️ per offrire supporto e sostegno pre e post gravidanza Educatrice Mestruale®️ in attesa di colloquio finale.

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